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Altre 21/03/2011 17:25

Da Piola a Totti, quei gol infiniti

È ancora un idolo Romario, anche lui oltre mille reti in carriera ed ora deputato (impegni con il 'futevoleì permettendo). Un paio di anni fa, ultraquarantenne, ancora giocava nell'America Rio con tanto di maglia celebrativa di se stesso e del club come «patrimoni della cultura carioca», mentre Roberto Baggio, coetaneo del 'bassettò e come lui eroe dei Mondiali di Usa '94, è nel mirino di : ancora 4 gol, e il capitano romanista avrà raggiunto il 'Codino' nella classifica 'ogni tempo' dei marcatori della massima serie. Nel caso di , come per Giampiero Boniperti ed Alessandro Del Piero che però hanno segnato molto meno di lui, c'è comunque una differenza fondamentale rispetto agli altri: hanno segnato sempre e soltanto con la stessa maglia, giallorossa per l'icona della capitale, bianconera per i due idoli di sempre della . Ma la lista è ancora lunga, ne fa parte anche Giorgio Chinaglia, eletto un anno fa dalla federazione mondiale degli statistici del calcio (Iffhs) miglior bomber italiano di tutti i tempi, con 319 reti (comprese quelle con i NY Cosmos), e di Peppino Meazza, secondo chi lo vide il miglior giocatore italiano di tutti i tempi, capace di realizzare un rigore (ai Mondiali contro il Brasile) tenendosi con una mano i calzoncini per non farli cadere visto che si era rotto l'elastico. Ed ecco anche Josè Altafini, che nella terra d'origine nessuno ricorda con il suo cognome ma tutti con il soprannome di 'Mazolà, datogli in onore del fuoriclasse del Grande Torino che tanta impressione aveva suscitato anche fra i brasiliani ed è uno che goleador senza età non lo è diventato soltanto a causa di Superga. Altafini invece ci è riuscito, nonostante la fama di 'conigliò (la definizione fu di Gipo Viani) e poi il ruolo di attaccante di scorta, in quanto 'vecchiettò, che però riusciva spesso ad essere decisivo pur entrando dalla panchina. Lo fu al punto da far perdere, da juventino, uno scudetto a quel che un tempo aveva molto amato. Da quel giorno oltre che calciatore divenne 'core ingratò.

Non è finita qui, ci sono anche Kurt Hamrin, super bomber pur non essendo un centravanti ma un esterno offensivo, Beppe Signori, incoronato dai laziali con tanto di 'diadema' di cartapesta, e Gabriel Batistuta, il cui tramonto, a soli 33 anni, fu però repentino, per la disperazione del presidente Franco Sensi che per averlo alla Roma si era svenato. E ancora il 'fornarettò Amadei e quel Gabetto che non ha fatto in tempo a collezionare record solo perchè, anche lui come Mazzola senior, faceva parte del Grande Torino. Altrimenti avrebbe realizzato il sogno di giocare fino al mezzo secolo d'età, come fece l'inglese Stanley Matthews che a forza di reti e di prodezze a 41 anni vinse meritatamente il Primo Pallone d'Oro della storia. (ansa)