Altre 09/03/2011 18:39
Derby, le parole dei VIP. VERDONE: "Manca la società" - AMENDOLA: "Abbiamo toccato il fondo" - CENTO: "La Roma non ha più alibi"
Motore della gara, però, non sarà soltanto la storica rivalità: i due club capitolini, infatti, si contendono il quarto posto in classifica e in tal senso la sfida diretta potrebbe rivelarsi decisiva. Carlo Verdone e Claudio Amendola, da sempre di fede giallorossa, attendono il derby delusi e demoralizzati. Più fiduciosi appaiono invece i tifosi laziali: al momento, i risultati del campionato permettono a Pino Insegno di mostrarsi cautamente ottimista. C'è anche chi, come Federico Moccia, preferisce non pronunciarsi: «del derby non parlo per scaramanzia». «Sono molto scoraggiato e anche un pò indignato».
L'attuale situazione della Roma quasi toglie la speranza a Carlo Verdone: «Continuo a dire quello che ho sempre pensato. Le prestazioni della Roma, dipendono al 100% dall'assenza di una società alle spalle. Fino a quando durerà questa situazione, noi avremo come una sorta di confusione». Circostanze che, a suo avviso, non aiutano i giocatori: «Sono demotivati. Magari danno anche il cuore, ma non c'è un punto di riferimento».- Per descrivere il suo club, il regista e attore romano attinge al lessico cinematografico: «È come un set che vuole fare un film, ma non c'è il produttore, quindi non sa se uscirà nelle sale». Fuor di metafora, «quando manca una società forte dietro, è normale che si formino dei clan all'interno dello spogliatoio. Un presidente forte può evitare o controllare certe situazioni».
Scotta ancora la sconfitta in Champions: «Questa è una squadra che non può permettersi di farsi espellere dei giocatori. Il risultato è un danno di immagine a livello europeo. Gomitate, fallacci...ma che figura facciamo? ». Nonostante tutto, «guarderò la partita, me la vedrò a casa». Verdone non esclude di tornare presto anche allo stadio, ma vorrebbe che «la squadra diventasse solida». «Sarò demoralizzato sino a quando non arriverà un proprietario serio. La partita contro lo Shakhtar è stata una partita seguita da milioni di persone in tutta Europa, non abbiamo fatto una bella figura. Si capisce che la squadra va avanti per gruppi e che manca un uomo forte. Non è possibile -prosegue- che si prendano tutte queste ammonizioni, significa remare contro la stessa squadra e contro i tifosi che sono andati sino a lì».
Che i vip romanisti affrontino il derby scoraggiati, lo confermano anche le parole di Claudio Amendola: «Come vedo la Roma a pochi giorni dal derby? Dopo l'eliminazione dalla Champions, non posso vederla bene. Non mi aspetto nulla». Come Verdone, anche Amendola cerca delle spiegazioni: «Cosa non ha funzionato? Principalmente il carattere di questi ragazzi, la scarsa professionalità. Abbiamo toccato il fondo, sono disgustato dai comportamenti, da come si sta in campo, dalle figure che facciamo ormai due o tre volte a settimana».
Lo sconforto è tale, che sminuirebbe anche il valore di un'eventuale vittoria: «Anche se la Roma vincesse il derby, non cambierebbe nulla. Il problema è di fondo, è un problema radicato. I giocatori non hanno saputo rispondere agli evidenti problemi contingenti che hanno avuto nella loro azienda di lavoro». «Avrebbero dovuto sopperire alle mancanze in un momento così delicato, questa sarebbe stata l'unica cosa da fare. È una fine non dignitosa. Certo, è anche sbagliato attendersi un atteggiamento di attaccamento alla maglia da parte di tutti i giocatori, che in fondo sono professionisti, non tutti sono Totti». Seppur avvilito, Claudio non tradirà la sua fede giallorossa: «La partita la vedrò, andrò allo stadio, perchè i tifosi sono diversi».
Appena tornato dall'Ucraina, Cento non nasconde, invece, un certo pessimismo: «Sono appena tornato da Donetsk e a Donetsk la Roma l'ho vista male», afferma. «La partita contro la Lazio sarà importante perchè si tratta di un derby e perchè in ballo c'è il quarto posto. La Roma sta vivendo un momento molto delicato: «Bisogna recuperare le energie, soprattutto psicologiche.
Pensando agli ultimi quattro derby vinti, la squadra dovrebbe trovare la carica. Certo è che adesso la Roma non ha più alibi». Domenica pomeriggio il Presidente del Roma Club Montecitorio sarà all'Olimpico: «Io andrò allo stadio, sosterrò sempre la squadra e penso che un ringraziamento speciale spetti a quei trecento tifosi che sono arrivati sino a Donetsk. Anche nelle trasferte più impossibili, loro sono lì, a sostenere i giocatori».
(Adnkronos)
