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Altre 11/05/2026 12:06

Bove presente agli 80 anni della Boreale: "Mi piacerebbe tornare a giocare in Italia. Roma in Champions? Speriamo, Gasp sta facendo una stagione importante" (FOTO e VIDEO)

Fondata nel 1946, l'Associazione Sportiva Dilettantistica Boreale celebra gli 80 anni dalla sua nascita e la nota società calcistica di Roma Nord ha organizzato un evento per festeggiare tale traguardo. Alla cerimonia è presente anche Edoardo Bove, il quale acquistò il club nel 2024. La Boreale milita attualmente nel campionato di Eccellenza Lazio e ha chiuso il Girone A in ottava posizione con 48 punti in 34 giornate.

Ecco la nota ufficiale: "La Boreale compie 80 anni e si appresta a celebrare il traguardo con una grande giornata di festa: il 7 giugno prossimo, sotto il Patrocinio del Comune di Roma, il Centro Sportivo CasaViola aprirà infatti le porte a una serie di iniziative, che vedranno coinvolti tesserati, ex calciatori, dirigenti di ieri e di oggi, assieme a tutti gli amici della famiglia viola. Nella circostanza sarà allestito un vero e proprio villaggio dello sport, composto da una serie di stand che ospiteranno una mostra fotografica dedicata alla storia del Club, la Coppa Italia Regionale conquistata proprio quest’anno, oltre ai gadget speciali e ai kit della prossima stagione. Inoltre, i ragazzi della scuola calcio daranno vita a tornei e sfide di abilità, mentre gli atleti delle categorie superiori si esibiranno in una gara sui calci di rigori. Nella stessa giornata è prevista la finale del torneo Passi, dedicato alla categoria 2013 e intitolato al primo, storico, presidente della Boreale. La giornata culminerà con una partita tra leggende del Club, vecchie glorie che affronteranno una squadra composta dagli attuali tecnici. Nella cerimonia di chiusura saranno consegnati premi speciali a chi ha svolto un ruolo speciale in questi 80 anni di storia.

“La Boreale è nata nel 1946 e negli anni difficili del dopoguerra ha utilizzato il gioco del calcio per distogliere i ragazzi più poveri dalla strada, cercando di insegnare loro che nella vita ogni tipo di risultato può essere raggiunto solo con il rispetto delle regole, la serietà e la costanza”, ha dichiarato il presidente della Boreale, Leandro Leonardi, richiamando le origini del Club. “Oggi conserva lo spirito e i principi con cui è nata: l’attività sportiva rappresenta un valore assoluto, che tuttavia non può prescindere dal perseguimento di obiettivi educativi e sociali. I risultati agonistici hanno senz’altro gratificato i nostri sforzi e oggi siamo felici di aver onorato i nostri primi 80 anni con la conquista della Coppa Italia Regionale e con la semifinale Nazionale. In occasione di questa ricorrenza mi preme però esporre altri trofei: faccio riferimento a tutti i ragazzi che hanno rappresentato i nostri colori, spesso sotto età, e alla nostra casa, il Centro Sportivo CasaViola, voluto, sostenuto e valorizzato dalla società insieme a compagni di viaggio eccezionali, quali Edoardo Bove e la sua famiglia”.

“Sono onorato di potermi considerare parte di questo lungo ed emozionante cammino, che ha portato la Boreale a compiere 80 anni - ha dichiarato Edoardo Bove -. Ogni calciatore in qualche modo appartiene alla prima società per cui ha giocato: nel mio caso ho voluto trasformare un indissolubile ricordo di infanzia in un legame ancora più profondo, fatto di impegno, progetti e visione condivisa con il presidente Leonardi. Per me la Boreale è stata tante volte casa, compreso in questo ultimo delicato anno della mia vita, dove l’affetto, i sorrisi e la disponibilità delle persone che popolano il Centro Sportivo sono stati di grande importanza, soprattutto nei momenti più difficili. Inoltre, sono particolarmente orgoglioso di aver visto CasaViola ospitare i programmi dedicati al Primo Soccorso: la mia sfida è presto diventata quella della gente della Boreale, che ha dimostrato un’attenzione e una sensibilità determinanti per la riuscita delle giornate formative”.

Negli anni Quaranta, nel quartiere romano di Tor di Quinto, Don Marino Marani inizia la propria opera educativa e spirituale in un contesto profondamente segnato dalla guerra, dove molti giovani della zona di Ponte Milvio crescono senza punti di riferimento. Per offrire ai ragazzi un luogo di aggregazione fondato sui valori cristiani, Don Marino dà vita ai “Legionari della Madonna di Fatima”, associazione mariana che diventa presto un riferimento per il territorio. Parallelamente dà vita a una polisportiva destinata a lasciare un segno profondo nella comunità: la Boreale. Attraverso lo sport, il sacerdote coinvolge centinaia di giovani, accompagnandoli con spirito paterno in un percorso umano, educativo e sportivo. Terminato il conflitto, nel 1946 prende ufficialmente forma la polisportiva tanto desiderata. Insieme a Don Marino Marani, Bernardino Passi, Vittorio Soldini e Orazio Marchetti fondano così l’Unione Sportiva Cattolica Boreale. Nel primo stemma del Club brilla la Stella Polare: una guida capace di indicare la direzione, riferimento ideale e morale per intere generazioni di giovani. Anche il colore sociale, il viola, racchiude un significato profondo, rappresentando l’umiltà e i valori con cui la Boreale intende vivere e onorare la propria esperienza sportiva.

Nel panorama del calcio romano, la Boreale rappresenta una realtà solida e in costante crescita. Sotto la presidenza di Leandro Leonardi, il club ha consolidato negli anni la propria struttura organizzativa e tecnica, puntando con continuità sulla valorizzazione dei giovani del vivaio. La scuola calcio conta circa 350 iscritti e alimenta un settore agonistico composto da cinque squadre impegnate nei campionati d’élite, ad eccezione dell’Under 16 che disputa il regionale. In questa stagione sono stati inseriti in prima squadra sei ragazzi classe 2008 provenienti dal settore giovanile, protagonisti di un’annata destinata a rimanere tra le più importanti della storia viola. Fondamentale anche il lavoro di un organigramma composto da dirigenti e tecnici qualificati, che negli anni ha contribuito alla crescita della società e alla costruzione di un’identità riconosciuta nel panorama calcistico regionale. Nell’anno dell’ottantesimo anniversario, la Boreale ha conquistato la Coppa Italia regionale di Eccellenza battendo in finale il Ferentino, successo che è valso anche la premiazione in Campidoglio per meriti sportivi. Il percorso si è poi esteso fino alla semifinale nazionale di Coppa Italia d’Eccellenza, persa soltanto ai rigori contro il Bisceglie dopo due pareggi tra andata e ritorno. Un cammino di grande valore, chiuso senza sconfitte nei tempi regolamentari tra fase regionale e nazionale".


Nel corso dell'evento Edoardo Bove ha rilasciato alcune dichiarazioni: "Sono stato un giocatore della Boreale, quindi parte di questa storia. Per me è motivo di grandissimo orgoglio. Prima parlavate di me ed essere qui con voi mi scalda il cuore. Anche se non siete abituati a parlare in pubblico, ve la siete cavata bene (ride, ndr). Volevo ringraziarvi pubblicamente, ho sempre ringraziato la mia famiglia ma se ho raggiunto determinati obiettivi è anche merito vostro. Quando sto a Londra sono davvero tranquillo perché so che voi siete qui e insieme agli altri ragazzi cercate sempre di dare il massimo per offrire ai ragazzi il meglio. Questo mi fa stare tranquillo ed è motivo di grandissimo gioia. Sono partito dai ringraziamenti perché mi sentivo di farlo subito. Ma ora voglio parlare di ciò che provo io nell'essere qui oggi e far parte della Boreale in un modo differente. Io sto cercando di trasformare un ricordo di infanzia molto positivo in un legame ancora più grande. Sappiamo quanto siamo legati, ma questo legame professionale è motivo di grandissimo entusiasmo. Ho scelto di legarmi alla Boreale per dare la possibilità a ogni ragazzo di vivere il mio percorso e di farlo con la massima serenità possibile. Uno dei motivi per cui credo di essere diventato giocatore è di non aver sentito la pressione del dover arrivare. Inoltre non ho sentito nemmeno la pressione della famiglia, ovviamente tutti vorrebbero avere un figlio calciatore soprattutto in Italia. Ma questo tipo di volontà a volte inibisce i ragazzi, ma fortunatamente non è stato il mio caso. Questa è una cosa che viene molto sottovalutata. Prima parlavamo di risultati, ma a volte la voglia di fare risultati può esserti nemica. La ricerca della tranquillità e del crescere in un ambiente sereno è la cosa più importante. Voglio sottolineare l'impegno che mettiamo al di fuori del campo anche nelle iniziative sociali. Vi ringrazio perché tutti i corsi sul primo soccorso danno la possibilità a molte persone di informarsi su un argomento che è ancora arretrato. Qui cerchiamo di far si che tutti i ragazzi possano essere al corrente di tutte le manovre di primo soccorso, a partire dallo staff e dagli allenatori. Diamo grande importanza per l'episodio che mi è accaduto e per ciò che è successo dopo quello. Tutti si sono spaventati, ma dobbiamo cercare di concretizzare quello spavento. Fare qui i corsi di primo soccorso è stato motivo di grande gioia per me. Ringrazio i ragazzi della prima squadra perché questo anno è stato molto positivo per loro. Io sono venuto qui per moltissimo tempo ed era tanto che non lo facevo. Inoltre ho avuto anche la possibilità di stare con loro e di allenarmi insieme a loro, questa è stata una delle prime scintille che ha riportato in me una voglia matta di giocare. Non conta il livello a cui si gioca, siamo tutti malati di calcio e abbiamo questa passione che ci accomuna. Questo è stato il luogo di ritrovo, mi svegliavo e venivo al campo ad allenarsi da solo insieme a un preparatore. Ripartire da questo luogo è un segno del destino. Sono ripartito due volte da qui e sono contento di come sta andando. Mi dispiace di non essere così presente, ma ho avuto la fortuna di poter vivere tutte le persone che sono qui giornalmente. Il lavoro che viene fatto qui è eccellente, l'impegno che viene messo è il massimo a prescindere dalle strutture e dai risultati. Questa è una delle cose più importanti. Vi ringrazio di essere qui, è un grandissimo piacere per me".



Successivamente l'ex centrocampista della Roma ha risposto alle domande dei giornalisti.

Qui hai iniziato la tua avventura calcistica...
"Essere qui è motivo di grandissimo orgoglio. Essere qui per gli 80 anni del club e aver fatto parte della società mi riempie di gioia. Ora sono tornato in vesti un po' differenti, non so se notate il vestito (ride, ndr). A parte gli scherzi, tornare a casa fa sempre bene".

Il tuo primo bilancio dell'esperienza in Inghilterra?
"Mi sono trovato bene, è un'esperienza nuova ed è la prima volta che sono andato a vivere fuori dall'Italia. Mi sto trovando bene. Il calcio è differente dal punto di vista dell'intensità, è un calcio un po' più diretto e mi sta piacendo".

Quanto ti dispiace non poter giocare in Italia?
"Non è un dispiacere. La Serie A è un campionato importante, in futuro non so come andranno le cose. Ritornare sarebbe un piacere, ma sono contento della mia esperienza all'estero ed era uno dei miei obiettivi giocare soprattutto in Inghilterra. Volevo confrontarmi con una realtà differente. Sono molto contento di come sta andando, vediamo cosa ci riserverà il futuro".

In un post su Instagram hai ammesso le difficoltà: pensavi fosse più facile?
"Voglio giocare il maggior numero di partite possibili e solo durante le gare trovi un determinato ritmo dal punto di vista fisico. Forse non ho avuto la possibilità di mettere minuti consecutivi nelle gambe come mi aspettavo. Sono contento di come sta andando l'esperienza al Watford, ringrazio il club e i tifosi per come mi hanno accolto. Sono stati il punto da cui sono ripartito e anche le mie condizioni fisiche sono state assolutamente perfette. Per me era un test per vedere come mi sentivo e da questo punto di vista sono contento. Io sono tornato a giocare per farlo al massimo, è questa la parte che non è andata al meglio. Vediamo l'anno prossimo".

Hai sentito i compagni della Fiorentina? La Roma andrà in Champions?
"Sento quasi tutti i compagni ed è questo che cerco dal calcio, sono dei rapporti che mi porto dietro. Ho parlato anche con ex calciatori e ciò che ti rimane dalle sconfitte sono i rapporti che crei con le persone. Ho sentito i calciatori della Fiorentina e sono contento per un club a cui sono affezionato. Inoltre questo club ha un rapporto con la Boreale, la Viola mi ha dato la possibilità di unire la Boreale alla maglia della Fiorentina. Celebrare gli 80 anni anche con l'affiliazione alla Fiorentina è un motivo di grandissimo orgoglio e li ringrazio per la loro disponibilità e vicinanza. Roma in Champions? Spero assolutamente per la piazza e per i compagni, non parliamo prima. Ieri è stata una partita molto importante".



Ti stupisce ciò che succede a Roma? E' quasi come se Roma fosse a un passo per diventare grande ma poi succedono cose che destabilizzano l'ambiente come il caso Ranieri-Gasperini...
"Io stavo a Londra (ride, ndr). Non entro nei dettagli, non ne sono nemmeno a conoscenza. Ho cercato di isolarmi perché per me era troppo importante ripartire al massimo e farlo nel modo più concentrato possibile. La Roma cerca sempre di fare tutto al massimo e l'ambizione è sempre quella. Sarà sempre così".

Gasperini è la persona giusta?
"Non credo di essere la persona giusta per rispondere a questa domanda. Ognuno ha le sue idee, sappiamo la storia del mister. Sta facendo una stagione importante".

Vai a vedere il derby?
"Sabato è il mio compleanno, speriamo che domenica mi facciano un bel regalino (ride, ndr). Io di solito preferisco vederlo a casa, sono un po' più tranquillo. Non so se andrò allo stadio, non ti rispondo".

La finale di Champions?
"Sto decidendo in questi giorni se andare allo stadio, dato che anche io dovrò andare in vacanza perché la stagione inizierà subito con il ritiro. Ne ho parlato anche con Calafiori, vediamo cosa uscirà fuori".

Andrai a vedere Flavio (Cobolli, ndr). Dove può arrivare?
"Può arrivare in fondo, non gli voglio mettere pressione ma per come sta giocando ogni partita è la sua migliore versione. Sta migliorando in un modo incredibile, è motivo di esempio per tanti ragazzi, anche per me. Gli ho scritto anche, tramite lavoro sta raggiungendo un livello sempre più alto. Lo andrò a vedere stasera, la prima sul Centrale, sarà una grande emozione. Gli Internazionali è diventato il torneo dove è più difficile per trovare biglietti, anche per me lui ne ha pochi, oggi mi fa questo regalo".

Il tennis sta prendendo molto spazio…
"Sicuramente i risultati di Sinner e degli altri italiani aiutano. Il tennis è sempre stato uno sport che appassiona, per i valori che condivido assolutamente. Sono valori puri, è uno sport che mi ha segnato molto. Questa crescita è dovuta al gran numero di risultati dei nostri tennisti".