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La penna degli Altri 12/03/2011 11:36

Roma, Montella sa come si fa

TRADIZIONE -La storia dell’aero­planino nella stracittadina della Capitale è antica di oltre undici anni. La prima volta che non si scorda mai è nel millennio scor­so, è datata 21 novembre del 1999, la prima Roma di Capello contro la grande Lazio costruita da Sergio Cragnotti, Montella centravanti titolare in una sfida che si decise nei primi trenta mi­nuti di gioco. Quattro gol realiz­zarono quel giorno i giallorossi, due proprio Vincenzino che non poteva immaginare battesimo migliore nella partita che può se­gnare una carriera. Fece il bis pure nella gara di ritorno, un al­tro gol che però non servì a evi­tare una sconfitta che poi è rima­sta l’unica che Montella ha subito da calciatore in campo. Anche per­ché spesso e poco volentieri, l’aero­planino il derby lo ha vissuto in pan­china come gli ca­pitò in quello del girone d’andata della stagione successiva ( 0- 1, autogol di Ne­gro, roba di cui si parla ancora oggi), mentre in quello del giro­ne di ritorno finito due a due do­po che la Roma era stato in van­taggio di due reti, Montella era proprio assente a causa di un in­fortunioche lo costrinse a fare lo spettatore.

QUATERNA -Ma il derby a cui ov­viamente è più legato l’attuale al­lenatore romanista, non può che essere quello del girone di ritor­no della stagione 2001-02 quando riuscì, come già ri­cordato, a fare quello che nessun altro calciatore era mai riuscito a fare, segnare quattro gol in una sola partita. Il quarto di quei gol è stato anche l’ultimo che è riu­scito a realizzare alla Lazio, fer­mandosi a quota sette nella clas­sifica dei cannonieri nelle stra­cittadine quando sembrava che fosse destinato a superare anche il record di nove detenuto da Delvecchio e Dino Da Costa. In­dimenticabile quella sfida per Montella, entrato ancora di più nel cuore della tifoseria giallo­rossa che quel giorno fece festa pure per il cucchiaio (ad Angelo Peruzzi) del cinque a uno del ca­pitano .

NUMERI -Quello di domani sarà il primo derby da allenatore per l’aeroplanino. Da giocatore ne ha vissuti in campo nove, vincendo­ne quattro, pareggiandone altret­tanti e perdendone solo uno. In quegli anni, ci sono stati anche cinque stracittadine che ha vis­suto da spettatore, due dalla pan­china, tre dalla tribuna. Quello di domani, quindi, sarà il decimo da protagonista. Anche se questa volta sarà in giacca e cravatta, in piedi davanti a quella panchina che odiava quando prendeva a calci un pallone, consapevole che le ambizioni sue e della Roma passeranno attraverso la sfida contro la Lazio.