La penna degli Altri 04/05/2026 13:08
Cose di Roma nostra
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Se mai doveste avere un dubbio su posizioni prese in merito a questioni della Roma, c’è un parametro infallibile per togliervelo: la parte giusta è sempre quella opposta da quella assunta dai laziali. L’ultimo esempio è quello del garbato Malcom Pagani che su “Domani” dell’altro ieri ci ha spiegato che i romanisti non hanno memoria, sono ingrati, e che, sostanzialmente, trova inconcepibile che qualcuno possa seguire Gasperini secondo la bussola del “romanismo”. È che i punti cardinali sono diversi per noi, basta invertire Nord e Sud è una questione di magnetismo: non è un caso che io non conosca un tifoso della Lazio che sia contento del fatto che i Friedkin abbiano scelto di puntare sull’allenatore che ha portato la Coppa Uefa in Val Brembana. (...) A parte l’allenatore, un gruppo di giocatori che lo seguono, ma la cui qualità non può farci sognare, e un tifo che vale mille Champions (di quelle che piacciono a voi da 5-4 a partita), la Roma deve ancora costruirsi, prima come società e poi come squadra. Gasperini ci sta, i giocatori non si sono tirati indietro, i tifosi stanno sempre mille passi avanti, in attesa che i Friedkin ci dimostrino di aver capito qualcosa, oggi dobbiamo solo fare una cosa: battere la Fiorentina. (...)
