La penna degli Altri 23/05/2026 08:26
Tutta la Roma
Tirana. Budapest. E poi Verona, che è la terza finale dell'era Friedkin. Non la più importante, ma quella che più delle altre due confermerebbe, in caso di successo, il percorso di crescita di una società che un anno fa ha cambiato modo di ragionare e di costruire.
La Roma di Tirana e pure quella di Budapest pensavano all'oggi e basta. Quella che domani chiude a Verona è dentro un percorso che guarda al futuro, un processo di ringiovanimento e allo stesso tempo di arricchimento della rosa: ecco, questo processo domani può imboccare una scorciatoia notevole. È una finale, dunque. E come tale va trattata, lo sa pure Gian Piero Gasperini. Che infatti stasera per Verona imbarcherà tutta la rosa, compreso anche chi certamente non potrà giocare come gli infortunati Pellegrini e Ndicka oppure lo squalificato Wesley. Fuori resterà solo Ferguson, da tempo ormai assente da Trigoria, e forse pure Tsimikas, la cui febbre alta consiglia prudenza. Tutti vogliono esserci, tutti devono esserci. [...]
La vedrà pure il vicepresidente Ryan Friedkin, sempre più a contatto con i giocatori come da desiderio dello stesso allenatore. Il clima a Trigoria viene descritto di assoluta concentrazione: Gasperini non è stato costretto a fare alcun richiamo in tal senso, ha visto in questi giorni nei giocatori l'approccio e la mentalità giusti, molto più che il rischio di sottovalutare un avversario già retrocesso. La Roma ha il match point tra i piedi, condizione nettamente differente rispetto a un anno fa, quando era la Juventus a dare le carte. [...]
Verona-Roma è l'ultima partita di questa stagione ma anche la prima della prossima, perché condiziona il futuro ed è inutile girarci intorno, con 60 milioni (almeno) in più in cassa la prospettiva sarebbe più dolce. [...]
(corsera)
