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La penna degli Altri 25/07/2026 10:25

Indizi e prove di un mercato imbarazzante

Greenwood: un indizio è un indizio. Celik: due indizi rimangono due indizi. Summerville: tre indizi fanno una prova (...) È la sintesi del primo mese di mercato di una Roma che, fin qui, non ha fatto altro che incassare brutte figure. Al punto che il Gasp sta lavorando con la stessa squadra della passata stagione. Orfana di Celik che da svincolato ha firmato con la Juve, El Shaarawy che ha salutato tra le lacrime, Pellegrini che ancora deve brindare al rinnovo (...) in tutte le vicende che abbiamo elencato la Roma può aggrapparsi a una serie di attenuanti (...) ma comunque insufficienti per dare contorni meno penalizzanti a un mercato che finora è stato un calvario.

Non ne faccio una questione di ds. Semmai di metodo di una società-proprietà che nonostante i sei anni di reggenza, mi sembra abbia ancora capito poco di come funziona il mondo del pallone. (...) In quattro anni la Roma ne ha cambiati altrettanti, da Pinto che si dimise con sei mesi d'anticipo a Ghisolfi, da Massara all'appena arrivato D'Amico. (...) Non ci vuole molto per rendersi conto che non sono stati messi nelle condizioni migliori per lavorare e, inoltre, non gli è stato dato il tempo necessario per farlo.

Ora tocca a D'Amico. Al quale sarebbe il caso, visti i precedenti, si dovrebbe dare il tempo per fare il suo lavoro. Il problema è che il tempo non c'è. Tra un mese parte il campionato e subito dopo la tanto attesa Champions. La Roma si fa ora. L'unica consolazione è che fin qui il Gasp furioso di un anno fa è rimasto nascosto. L'augurio è che continui a rimanere sorridente. Attendiamo fiduciosi. Ma preoccupati.

(la Repubblica - P. Torri)